3 ottobre 2012

L’Usb racconta l’odissea degli ex-Lsu della scuola.



La scuola italiana sta subendo i colpi imposti dalla spending review dei tecnici. Tagli lineari pericolosissimi per un comparto fondamentale per tentare di sconfiggere la crisi e la recessione.
Manovra ancora più dannosa se consideriamo le leggi finanziarie degli ultimi decenni, scelte contabili responsabili di un progressivo indebolimento e della mancanza di investimenti sul medio periodo. L’Usb ha scelto di denunciare l’autentica odissea a cui sono stati sottoposti tantissimi ex lavoratori socialmente utili. Migliaia e migliaia di persone inserite nel mondo dell’istruzione con la prospettiva di poter contare su un lavoro sicuro e dignitoso. Un’illusione svanita dopo le decisioni assunte dai vari Ministri che hanno occupato gli uffici di viale Trastevere.
Il sindacato di base ha voluto raccogliere questa vicenda in un “Libro bianco”. Una scelta che ricorda le indagini che, a cadenze regolari, costellano la politica dell’Unione europea. Tutto viene raccolto in “libri” a cui si assegna un colore. Solo una coincidenza. Il lavoro svolto dai rappresentanti dei lavoratori sarà sicuramente più utile delle tante indagini commissionate dalle fredde stanze di Bruxelles. Gli ex-lsu sono impiegati nelle istituzioni scolastiche da quindici anni. Sino al 2001 sono stati direttamente retribuiti dal pubblico, nel 2001 sono stati costretti a transitare sotto le insegne di imprese e cooperative. Una esternalizzazione figlia di una concezione malata dell’efficienza in campo amministrativo. “Un accordo voluto e concluso – secondo l’Usb – per favorire e legittimare una serie di concussioni, che hanno caratterizzato negli anni successivi i rapporti tra politici-imprese-sindacati”.
L’organizzazione, dopo un attento lavoro di studio, è stata in grado di pubblicare dettagliate tabelle comparative. L’attuale situazione, piuttosto che favorire le casse del Dicastero, finisce per creare un danno di proporzioni non trascurabili. L’assunzione diretta di questi lavoratori permetterebbe di maturare un risparmio di oltre sessanta milioni di euro su base annua. Una montagna di denaro utilizzabile per migliorare l’offerta formativa delle scuole italiane o per garantire l’aggiornamento professionale dei docenti.
Eppure, il Ministero sembra deciso a voler continuare a difendere il feudo di alcune realtà del mondo cooperativo. “Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa Mario Monti del fatto che gli Ex Lsu nel 2012 vedranno ancora ridursi il loro reddito annuo (giudicato già prima al di sotto della soglia di povertà) di circa 1.800 euro, per effetto della cassa integrazione – si chiedono i dirigenti del sindacato di base – Contemporaneamente il Miur, quindi lo Stato, spende tra finanziamento appalti e cassa integrazione, 320 milioni di euro ma se assumesse gli Ex Lsu come personale Ata, spenderebbe invece 260 milioni”. Una gestione contabile lontanissima dall’azione “rigorista” sbandierata da Palazzo Chigi. “Se il Miur ha ridotto sul lastrico 12.000 famiglie in nome di un risparmio inutile perché non si arresta la perdita per lo Stato, non le sembra che qualcosa non quadra in questo semplice conteggio? - chiede il sindacato al Presidente del Consiglio – Se le uniche a non perdere nulla sono le imprese appaltatrici, non le viene il dubbio che al Governo vi sia qualche primula rossa alla rovescia, che toglie ai poveri per lasciare invariati gli utili della casta, alla faccia della povera gente?”.
Le cifre diffuse dai lavoratori non permettono parafrasi. Il ministro Francesco Profumo dovrà spiegare quale sia la ragione delle scelte messe in campo dai suoi dirigenti. Il Ministero dovrà fare altrettanto di fronte al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. I sindacati degli insegnanti hanno annunciato una pioggia di ricorsi contro il bando del “concorsone”. Atto pubblicato lunedì scorso dopo una lunga gestazione. Precari e neolaureati sono sul piede di guerra. Per alcune organizzazioni sindacali il testo emanato da Trastevere sarebbe addirittura incostituzionale in certi punti. Una cosa è certa, l’attuale bando non favorisce il ricambio generazionale dietro le cattedre. Anzi, per qualcuno si tratta solo di una stabilizzazione mascherata da concorso pubblico.


1 commento:

  1. siamo una ventina di lsu vorremmo sapere chi votare

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